memoria: oppure Imago/ 2.

'Es' non esaurisce l'inconscio. 

 

 

“Lo stadio dello specchio è un dramma la cui spinta interna si precipita dall’insufficienza all’anticipazione… ed infine all’assunzione dell’armatura di un’identità alienante che ne segnerà con la sua rigida struttura tutto lo sviluppo mentale. …Correlativamente la formazione dell’io si simbolizza oniricamente come un campo trincerato od uno stadio, che distribuisce fra l’arena interna e la sua cinta, periferia di macerie e di paludi, due campi opposti in lotta in cui il soggetto s’ingolfa…  la cui forma… simbolizza in modo seducente l’es. …Se infatti la Verneinung[1] ne rappresenta la forma patente, latenti per la maggior parte ne resteranno gli effetti finchè non saranno rischiarati da qualche luce riflessa sul piano di fatalità in cui il ça si manifesta.”[2]

 

 

Persino “l’assunzione dell’armatura” – che coinvolge già un giudizio sull’apporto dell’altro - è un lavoro[3] per il Soggetto, anche neonato, e di cui il Soggetto fa memoria, senza automatismo ontologico: ecco perché “oniricamente” può essere riferito soltanto al sogno notturno mentre la coscienza dorme, ma non al ‘sogno ad occhi aperti’ fino a delirio ed allucinazione dove la coscienza è ancora presumibilmente vigilante.

E’ a questo lavoro del Soggetto che la memoria  - non cancellabile, seppur rimovibile – può ogni volta attingere, con un ‘potere’ di controllo su di esso di cui anche un bambino di pochi mesi afferra la convenienza, senza spazio per la fatalità: l’ es – per quanto si dica “seducente” - non esaurisce le potenzialità dell’inconscio.

 

Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 10 giugno 2026

TutorSalus.net - Giornalismo freudiano

 

[1] Verneinung: trad. ‘negazione’.

[2] Cit. da “Lo stadio dello specchio come formatore della funzione dell’io”, p.91-93 in ‘Jacques Lacan. Scritti – Vol.I’ a cura di Giacomo B. Contri/ ‘Biblioteca Einaudi’ Giulio Einaudi editore Spa (2002).

[3] ‘Inherit from a child. Why not ?’, Marina Bilotta Membretti/ NeP edizioni Srls (2024) – Chapter 3/ ‘A four-stroke start ? p.82