Lacuna felix.

Oltre il visibile.


Illustrazione originale di Gianni Russomando.[1]

 

Il vantaggio di una vocazione [2] / 52.

 

Il dizionario distingue fra ‘camuffamento’ e ‘mimetismo’ sulla base di una caratteristica : il camuffamento sarebbe più facile da smascherare, a differenza del mimetismo che arriva ad ingannare. Parlando di recitazione cinematografica, il bravo Michael Caine[3] ammette : “Il primo piano dello schermo riesce a scovare anche la più insignificante incertezza, amplificandola.”

Insomma, non si può imbrogliare la macchina da presa : talmente vicina che una minima piega del viso rivelerebbe sentimenti contradditori.

D’altra parte l’inconscio non può essere addomesticato e, per muoversi – a differenza della coscienza - deve avere valide ragioni. Anche il cinema – come già la fotografia – introduce un terzo altro che è, eppure non è, lo spettatore vero.

Il mimetismo infatti va oltre il visivo, anche se in primis – o apparentemente in primis – riguarda la sola funzione visiva: per identificare la realtà è indispensabile la primitiva proprietà sensibile dell’epidermide a cui, se vogliamo, quella dell’udito si affianca rilevando le percussioni sulla membrana uditiva – il timpano, infatti, o ‘tamburo’ - da cui provengono proprio quei residui mnestici che fondano la memoria.

Dunque è la pelle che si applica – oppure no – alla realtà per ap-prenderla, una comunicazione che si fa immediatamente trasmissibile anche prima della parola, e che resta indelebile oltre qualunque volontà: ed è ciò che il sogno notturno ed il lapsus rivelano con certezza.

“Prima che un attore cinematografico possa affermare che una parte sia sua, dev’essere in grado di sognare i sogni del suo personaggio.”[4]

 

Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 14 maggio 2025

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[1] Gianni Russomando, note di biografia : “nato a Vercelli nel 1956 e diplomato presso l’Istituto di Belle Arti di Vercelli, mi definisco un semplice ‘amanuense’, lontano mille miglia da mostre, concorsi, esposizioni”. 

[2] www.tutorsalus.net/index.php/it/pensare-da-partner/253-il-vantaggio-di-una-vocazione-psicoanalista-e-professione 

[3] ‘Recitare davanti alla macchina da presa’, Prefazione di Laura Muccino - Dino Audino Editore (2023) p.20. Michael Caine (Londra, 1933) non parla volentieri della sua infanzia che fu difficile: intorno ai diciotto anni lascia definitivamente la scuola, fra il 1952 ed il 1954 combatte nella Guerra di Corea fra i Royal Fusiliers: tornato a casa si iscrive ad una scuola di recitazione e comincia a lavorare in teatro, per passare presto al mondo del cinema. Ha ricevuto due Oscar come ‘Miglior attore non protagonista’ (1986 e 1999) ed un Golden Globe nel 1983. Per i suoi meriti artistici Sir Michael Caine è stato insignito nel 1992 del titolo di ‘Commendatore’ e nel 2000 del titolo di ‘Cavaliere’ dell’Ordine dell’Impero Britannico dalla regina Elisabetta II.

[4] ‘Recitare davanti alla macchina da presa’, Prefazione di Laura Muccino - Dino Audino Editore (2023) p.17.