fede prima che speranza.
Affidabilità oppure no.
In foto, dettaglio da una tavola di IGORT[1] per la mostra ‘Attraversare le forme’, Pisa – Palazzo Blu 18 maggio – 10 settembre 2023. La costruzione di una scenografia (qui dalla graphic novel ‘5 è il numero perfetto’ al film del 2019) apprende dalla memoria, quindi dall’inconscio, più che dalla immaginazione.
“Sono dunque tre i miei capitoli conclusivi : Diritto, Scienza, Fede.”[2]
Il vantaggio di una vocazione[3]/61.
La fede in un altro è all’inizio del moto - o pensiero[4], ancorchè inconscio, o pulsione freudiana - che anzitutto riconosce la differenza dei sessi e senza alcuna genitalità.
Nel bambino la fede in un altro segnala ‘io’, ed attende risposta da chi al bambino si è presentato come ‘affidabile’. Non è ancora speranza, perché a quella iniziale fede seguirà riscontro da parte del bambino – o giudizio – che l’affidabilità sia compiuta oppure no: eppure, è proprio qui che la ‘rimozione’ del proprio giudizio può insinuarsi con surrogazione del giudizio dell’altro, che pure si sia reso inaffidabile.
Sarà soltanto dopo aver potuto correggere quella disgraziata surrogazione che anche la ‘speranza’ si farà strada, mantenendo una fede che non andava svenduta: la speranza porta a compimento la fede, cioè.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 1 ottobre 2025
TutorSalus.net - Giornalismo freudiano
[1] Maestro della graphic novel e illustratore, sceneggiatore, regista, musicista, Igor Tuveri - in arte Igort - nasce a Cagliari nel 1958 : comincia a Bologna, pubblicando già alla fine degli anni ’70. Nel 1980 esce il suo primo album solista, edito da Italian Records, dal titolo ‘Radetzky e gli isotopi’; è ora collaboratore fisso di Linus, Frigidaire, Alter Alter, L’echo des Savanes, Vanity e The Face. Nel 1983 è tra i fondatori di Valvoline, pochi anni dopo è a Parigi con Metal Hurlant, fra i cui fondatori è Moebius. Negli anni ’90 si trasferisce a Tokyo, dove dal 1991 inizia una collaborazione con la casa editrice Kodansha, che durerà per quindici anni. Nel 2000 è co-fondatore con Carlo Barbieri della casa editrice Coconino Press. Nel 2002 edita ‘5 è il numero perfetto’, che nel 2003 vince il premio come miglior libro dell’anno alla ‘Fiera del libro’ di Francoforte e che nel 2019 diventa un film, interpretato - fra altri - da Toni Servillo, Valeria Golino, Carlo Buccirosso ed è diretto e sceneggiato da Igort : il film viene presentato in anteprima al Festival di Venezia ed in seguito anche a numerosi altri Festival internazionali. Sempre con ‘Coconino Press’ Igort edita ‘Fats Waller’. Inizia la serie ‘Baobab’. Nel 2010 ha già vissuto in Ucraina e in Russia, edita con Mondadori ‘Quaderni ucraini’, cui segue ‘Quaderni russi’ e nel 2014 ‘Quaderni giapponesi’. Nel 2017 annuncia di abbandonare ‘Coconino Press’ e ‘Quaderni giapponesi’-vol.2 esce per Oblomov Edizioni : nel 2018 riceve il premio del pubblico al ‘Biografilm Festival’ di Bologna. Ancora nel 2018 è nominato direttore di Linus. Nel 2019 i ‘Quaderni giapponesi’ vengono esposti al British Museum nella mostra sui manga curata da Paul Gravett.
[2] Cit. da ‘Tre capitoli’, Contributo 7 gennaio 2022 di Giacomo B. Contri per il Simposio ‘Amore’ 2021 – 2022 organizzato da ‘Società Amici del pensiero – Sigmund Freud’, Milano.
[3]www.tutorsalus.net/index.php/it/pensare-da-partner/253-il-vantaggio-di-una-vocazione-psicoanalista-e-professione
[4] Cfr ‘Il pensiero di natura. Dalla psicoanalisi al pensiero giuridico’, di Giacomo B. Contri (1998) - SIC Edizioni.