E’ semplice/ 7.
Resistenza e dovere.

“Un lapsus, più semplicemente, offre il pensiero come legislatore: ‘Dovevo pronunciare il nome di una persona, ed ho pronunciato il nome di un’altra!’… Aveva rimosso il suo medesimo pensiero, e questo riemerge nel lapsus: che potenza ha l’inconscio! …Ma si può rinnegare il lapsus, che è ‘primo’ in quanto precede la mia intenzione: la tentazione è quella di rendersi indipendente dal proprio pensiero… anzi annullarlo.”[1]
“Resistendo alla propria competenza individuale, capacità giuridica di modificare la realtà rispettando il principio di piacere, nessuna difesa che sia efficace è possibile.”[2]
Non si tratta di uno sbaglio: nel lapsus il pensiero ha capito bene illuminando con profitto la coscienza che, compiuto il suo dovere, non saprebbe cosa altro fare.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 3 agosto 2025
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[1] Cit. dalla Prolusione di Giacomo B. Contri 7 ottobre 2017 - Simposio ‘La prima costituzione’, organizzato da ‘Società Amici del Pensiero Sigmund Freud’, Milano.
[2] Cit. da p. 14 ‘Ereditare da un bambino. Perché no ?’, Marina Bilotta Membretti (2014) Grup. Editoriale L’Espresso Isbn 978-88-91081-636. Vedi anche 'Precisazioni sui due principi dell'accadere psichico', S. Freud (1911) OSF Bollati Boringhieri, Vol. 6.