Ottimi appunti di economia del pensiero dal lavoro analitico.
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Ottimi appunti di economia del pensiero dal lavoro analitico.
Il pensatore di soluzioni.

“La fuoriuscita dall’infantilismo nella civiltà (l’infantilismo è psicopatologico ossia dell’adulto corrente, non del bambino) sta nella scoperta dell’attività legislativa individuale, ossia in quella che ho chiamato e qui chiamerò ancora la san(t)a sede individuale del Diritto, l’opposizione alla quale resta (in-)civilmente massima:
rammento il più freudiano dei pensieri, quello che ravvisa nell’io il pensatore di soluzioni, foss’anche di compromesso patologico e anche dei compromessi peggiori. Nota: La parola ‘inconscio’ designa il pensiero stesso, il pensiero che risulta dal compromesso quando è disconosciuta la fonte di questo nell’io, cioè quando è disconosciuta l’auctoritas individuale anche nel peggio, con l’imputabilità (anzitutto premiale) che ad essa si collega. Restiamo lontani dal riconoscere nel sogno un cogito che Cartesio neppure si… sognava.”[1]
La fuoriuscita dall’infantilismo sta nella scoperta che della realtà ci si può farsene qualcosa: ecco come due si riconoscono soci, non si tratta di fantasie. ‘Che diritto ha?’ Ma la coscienza ha la memoria corta.
Un appuntamento è prerogativa ed ambito del pensiero individuale : è legge.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio – 6 novembre 2024
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[1] Tratto dalla Prolusione di Giacomo B. Contri al Simposio 2011 – 2012 ‘Il Regime dell’appuntamento. Quid ius ?’, organizzato da ‘Società Amici del pensiero’ – Milano.
Senza inconscio.

La foto sopra è tratta dalla mostra fotografica ‘Vivian Maier – Street photographer’ 10 luglio – 18 ottobre 2015, Museo D’Arte MAN di Nuoro.
Può mettersi in moto il pensiero senza inconscio?
Posto che l’inconscio fu individuato e così nominato in origine da Freud quale residuo mnestico[1] rigettato dalla coscienza nella memoria non verbale, ma ben presente ad essa in quanto non la replica, ed anzi incessantemente la sanziona. Perché poi ?
Forse perché della istanza sanzionatoria che l’inconscio è verso la realtà, uno dei termini di questa relazione resta il Soggetto in quanto pensante senza sosta il gradimento, o non gradimento, della realtà stessa.
Noi dunque – fin dalla nascita – dell’inconscio continuamente apprendiamo la capacità sanzionatoria che si forma con la realtà a ciascuno percepibile, non prima.
Le tradizionali categorie, che si vorrebbero innate ma sono già sociali quindi storiche, possono addestrare la coscienza ma essere invece abilmente dribblate dall’inconscio, che difficilmente si sottomette alle nevrosi e però può esser messo a tacere : almeno per un po’.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 19 ottobre 2024
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[1] https://tutorsalus.net/index.php/it/economia-1-talento-di-pensiero/563-ca-parle-4
Attribuzione: non narrazione.

“L’aggettivo semplice si applica a una relazione – relazione e rapporto sono sinonimi -, che è una relazione fra termini… Non sono gli unici termini esistenti al mondo, sono quelli che prescelgo, diciamo, nell’introduzione di oggi : la relazione semplice che designo è la relazione di imputazione… Il riconoscere che c’è stato atto è semplice.”[1]
L’inconscio, quindi il pensiero, non è una narrazione ma una attribuzione[2]: anzitutto attribuisce gradimento, da cui ogni altra attribuzione consegue. Il linguaggio è dunque ‘sintesi’[3] di un potere niente affatto innato : in vista di quella ‘sintesi’, nessuno può imporre ad un bambino la parola.
Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 1 ottobre 2024
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[1] Tratto dalla Prolusione di Giacomo B. Contri 5 novembre 2016, Simposio 2016 – 2017 ‘La civiltà dell’appuntamento. Per amor di legge.’ Organizzato da ‘Società Amici del pensiero – Sigmund Freud’ Milano.
[2] Cfr anche https://tutorsalus.net/index.php/it/pensare-da-partner/599-si-o-no
[3] ‘Ereditare da un bambino. Perché no ?’, Marina Bilotta Membretti (2014) Grup. Editoriale L’Espresso ISBN 978-88-91081-63-6, p. 28
Conversazione con… Giorgio Venezia[1] e Aurora Amico[2].

La giornata è stata molto ventosa, quasi fredda in questo 25 aprile così poco siciliano, il mare pronto ad alzarsi non invita né barche né bagnanti : con Aurora ci siamo conosciute anni fa su Facebook, e da allora ci leggiamo a vicenda, ma questo mio viaggio lungo la Sicilia ha costituito un’occasione unica per incontrarci davvero e ci siamo date appuntamento a pochi chilometri da Marsala dove Aurora si è stabilita con la famiglia. L’altro ieri è stato san Giorgio, talmente amato nel ragusano che a Modica i bambini stessi lo portano in processione – ben in anticipo rispetto agli adulti che sfileranno domenica – e sono impegnatissimi, fieri soprattutto i portatori : san Giorgio infatti non è uno qualunque, è un cavaliere vittorioso sul drago che da sempre tenta di sottometterci, e che spesso popola persino i sogni più difficili.
Verso sera il vento è meravigliosamente calato, i colori perciò nitidi, senza asprezza. Giorgio e Aurora si sono parlati tanti anni fa, a pochi chilometri da qui, progettando un futuro che non avevano previsto perché entrambi studiavano altro : Giorgio era studente universitario alla Facoltà di ‘Geologia’, Aurora alla Facoltà di ‘Lettere Moderne’. Decidono di cambiare.
Dapprima Giorgio, poi Aurora si trasferiscono a Parigi dove, presso l’ ‘Institut Supérieur de Rééducation Psychomotrice’ (I.S.R.P.)[3] possono approfondire ciò che a loro interessa, e cioè come “si rilevano, prevengono, trattano le difficoltà motorie, psicofisiche, emotive, affettive e intellettuali vissute ed espresse dal corpo.” Si apre loro un universo sconosciuto che richiede enorme impegno e dedizione, ma di questo dimostrano entrambi di essere dotati. Il resto è prevedibile : conseguono il titolo di psicomotricista, si sposano e mettono su casa a Marsala, dove cominciano a lavorare presso il ‘Consorzio Siciliano di Riabilitazione’[4]. In costante formazione, e con il primogenito di appena sei mesi al seguito, arrivano a conseguire la laurea in ‘Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva’ (TNPEE) presso l’Università degli Studi ‘Magna Graecia’ di Catanzaro, tra le sedi di Matera e Montalbano Ionico.
“Da allora non abbiamo mai smesso di studiare, per poter poi applicare nei trattamenti” - dice Giorgio che, anche dopo l’arrivo in famiglia di Maikol, sei anni fa, ha proseguito con Aurora a valutare e raccogliere quanto di più aggiornato viene continuamente offerto nel campo della neuropsicomotricità. “Sono ormai prossimo - prosegue con semplicità – “a conseguire anche una certificazione specifica, un Master in ‘Comunicazione Aumentativa e Alternativa e tecnologie assistive’ dove il supporto e l’ausilio di Intelligenza Artificiale e mezzo digitale si stanno rendendo preziosi per il trattamento di neuropatologie gravi in cui la comunicazione verbale ed orale è assente, o limitatissima…
Resta il gioco però quello da cui si comincia sempre con un bambino : non c’è bambino che non metta a frutto la sua competenza nel gioco...”
“Come riuscirò ad entrare in rapporto con te ? Ecco la domanda con cui ci prepariamo ad incontrare per la prima volta un bambino con patologie gravi” - interviene Aurora. “Ed è anche la domanda che continuamente teniamo vigile nel lavoro col bambino, perché ogni volta si tratta anzitutto di ri-costruire insieme al bambino il pensiero di un’affidabilità che è venuta meno, e di riprendere quel filo che si era interrotto per un’alleanza fruttuosa con l’altro…”
“Toccare uno stop al pensiero, sfiorare quell’interruzione traumatica che il bambino ricorda e detesta allo stesso tempo è uno dei momenti più difficili, ma purtroppo frequenti e persino dolorosi nel nostro lavoro…” aggiunge Giorgio, che da anni applica il lavoro della neuropsicomotricità in piscina, quindi col paziente che entra in acqua. “Se non so nuotare, non ho che da aggrapparmi a te che mi sei vicino: se questo gesto si rivela vantaggioso per il bambino, l’altro a cui ci si è aggrappati diventa interlocutore di un’affidabilità che non può vacillare nemmeno fuori dall’acqua” – ricorda Giorgio. “L’acqua è un reale intermediario del rapporto…”
“E la musica, la danza in primis sono un potentissimo gancio del rapportarsi” – riflette Aurora.
“Ma anzitutto la voce, il tono di voce aggancia l’altro, oppure no” – sottolinea Giorgio. “Un bambino con disabilità capisce con una sensibilità incredibile il tono della voce, il cambio di tono, e risponde a suo modo : qui davvero c’è appuntamento, perché se ti offro attenzione sincera tu accetti anche la mia osservazione, il rimprovero, il mio tono severo; mentre se mi parli ‘standard’, con luoghi comuni, pure se hai un tono di voce gradevole, allora mi hai ingannato e non avrò più motivo di fidarmi di te… “
Cos’è la gratitudine ?
“Quando i genitori restano increduli, alla dimissione, davanti ad un cambiamento che non sembrava più possibile : coi bambini, invece, la gratitudine resta un segreto del rapporto, a volte ancora difficilissimo da comunicare.”
A cura di Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 6 giugno 2024
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[1] Giorgio Venezia è dottore in ‘Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva’ (TNPEE).
[2] Aurora Amico è dottoressa in ‘Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva’ (TNPEE).
[3] ‘Instititut Supérieur de Rééducation Psychomotrice’ (ISRP) : fondato nel 1967 da Giselle Soubiran, fisio-terapista che ha sviluppato la ‘Terapia Psicomotoria’ (PMT), una tecnica ri-abilitativa centrata sul corpo che indaga e tratta il comportamento motorio inadeguato o inappropriato in varie situazioni e solitamente collegato a problemi psico-emozionali o disfunzioni neuromotorie. Giselle Soubiran ha sviluppato il concetto di terapia psicomotoria (PMT) come una effettiva terapia riabilitativa negli anni ’50 mentre lavorava come fisioterapista presso l’ ‘Henri Roussel Sainte-Anne Hospital’ a Parigi, nel Reparto di ‘Psichiatria Infantile’ del professor Julian de Ajuriaguerra. Oggi ISRP ha tre campus in Francia dislocati a Parigi, Marsiglia, Vichy : in tutti questi anni l’Istituto ha formato e certificato in Francia più di 7000 psicomotricisti.
[4] Il ‘Consorzio Siciliano di Riabilitazione’ inizia la sua attività nel 1967 come Sezione di Catania per A.I.A.S. (Associazione Italiana Assistenza Spastici) : oggi è il maggior riferimento della Regione per la riabilitazione, con 19 centri accreditati dall’Assessorato Regionale alla Sanità.