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Partner di pensiero, o sua assenza. La formazione dello psicoanalista.

Definito, definitivo.

Un quoziente indelebile.

  

In foto, dettaglio di ‘Ritratto di giovane’ (1474) Antonello Da Messina/ olio su noce 26,7 x 31,5cm: esposto in occasione della mostra ‘Antonello Da Messina’ (2019) – ‘Palazzo Reale’ di Milano; ora presso ‘Philadelphia Museum of Art’ – ‘The John G. Johnson Collection’.

 

 

Il vantaggio di una vocazione[1] / 55.

 

“per mantenere l’orientamento percettivo il neurone ha bisogno dell’orientamento economico.”[2]

“…perciò sono tre i miei capitoli concludenti Diritto Scienza Fede”[3].

 

Ap-prende, Giacomo B. Contri, l’osservazione certa da Freud che la memoria è avviata da ‘residui mnestici’ di cui, catturati, sono quelli uditivi : persino evidente è l’intenzione di Freud – magari un po’ vaporizzata nelle traduzioni – di riferirsi a quel ‘quot’ che resta indelebile perché ha senso, letteralmente.

E’ per ciò che lo indichiamo come ‘quoziente mnestico’.

L’orientamento è dunque soltanto ‘economico’, per consentire il percettivo : in ciò immediatamente costituendo il ‘giuridico’.

 

Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 28 giugno 2025

TutorSalus.net - Giornalismo freudiano

 

 

[1] www.tutorsalus.net/index.php/it/pensare-da-partner/253-il-vantaggio-di-una-vocazione-psicoanalista-e-professione

[2] Citaz. da THINK! di Giacomo B. Contri, 10 ottobre 2014

[3] Citaz. da ‘Contributo 7 gennaio 2022’ di Giacomo B. Contri al Simposio ‘Amore’ 2021 – 2022, organizzato da ‘Società Amici del pensiero – Sigmund Freud’, Milano.

…ancora, e ancora?

'crudeltà' e 'inesperienza'.

 

 

Il vantaggio di una vocazione[1] / 54. 

 

Aldilà delle spiegazioni tecniche che chiunque potrà approfondire su pubblicazioni diffuse, una sentenza recente ha aperto un nuovo rischiosissimo spartiacque fra ‘crudeltà’ attribuita nel purtroppo non ultimo assassinio da innamoramento, ed ‘inesperienza’ giudicata dell’assassino stesso, peraltro reo confesso nonché giovane uomo.

Dobbiamo a Jacques Lacan - psicoanalista persino freudiano nei suoi inizi - l’aver compiutamente sviscerato l’origine della attribuzione di in-giustizia, e la produzione di danno  fino alla sua assurda ripetizione, e fino al crimine: ir-ragionevole sì, ma tanto consolatorio…[2]

E’ pensabile la reiterazione di un crimine già commesso potendo disporre di successiva maggiore ‘esperienza’ ? E’ giustizia temere questa domanda. 

 

Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 19 giugno 2025

TutorSalus.net - Giornalismo freudiano

 

Illustrazione originale di Gianni Russomando.[3]

 

 

[1] www.tutorsalus.net/index.php/it/pensare-da-partner/253-il-vantaggio-di-una-vocazione-psicoanalista-e-professione

[2] “ ‘Ancora’ è il nome proprio della faglia da dove nell’Altro parte la domanda d’amore.” Cit. p. 6 da ‘Jacques Lacan. Il seminario Libro XX. Ancora 1972 – 1973’. Testo stabilito da Jacques-Alain Miller. Edizione italiana a cura di Antonio Di Ciaccia.

[3] Gianni Russomando, note di biografia : “nato a Vercelli nel 1956 e diplomato presso l’Istituto di Belle Arti di Vercelli, mi definisco un semplice ‘amanuense’, lontano mille miglia da mostre, concorsi, esposizioni”. 

 

L’idea di centro.

Delega e disinvestimento.

In foto: un faro in Nord Nuova Zelanda.

 

Il vantaggio di una vocazione[1] / 53.

 

“Non c’è alcun centro, né fisico né umano né divino, come almeno da Copernico avremmo dovuto cominciare a pensare: l’idea di centro è firmata da un demente già chiamato Narciso.”[2]

 

L’idea di centro sottende la malcelata delega, cioè disinvestimento dal lavoro: niente a che fare con la partnership, che non rinuncia al lavoro.

 

Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 23 maggio 2025

TutorSalus.net - Giornalismo freudiano

 

 

[1] www.tutorsalus.net/index.php/it/pensare-da-partner/253-il-vantaggio-di-una-vocazione-psicoanalista-e-professione

[2] Cit. da THINK! di Giacomo B. Contri, 10 dicembre 2014.

Lacuna felix.

Oltre il visibile.


Illustrazione originale di Gianni Russomando.[1]

 

Il vantaggio di una vocazione [2] / 52.

 

Il dizionario distingue fra ‘camuffamento’ e ‘mimetismo’ sulla base di una caratteristica : il camuffamento sarebbe più facile da smascherare, a differenza del mimetismo che arriva ad ingannare. Parlando di recitazione cinematografica, il bravo Michael Caine[3] ammette : “Il primo piano dello schermo riesce a scovare anche la più insignificante incertezza, amplificandola.”

Insomma, non si può imbrogliare la macchina da presa : talmente vicina che una minima piega del viso rivelerebbe sentimenti contradditori.

D’altra parte l’inconscio non può essere addomesticato e, per muoversi – a differenza della coscienza - deve avere valide ragioni. Anche il cinema – come già la fotografia – introduce un terzo altro che è, eppure non è, lo spettatore vero.

Il mimetismo infatti va oltre il visivo, anche se in primis – o apparentemente in primis – riguarda la sola funzione visiva: per identificare la realtà è indispensabile la primitiva proprietà sensibile dell’epidermide a cui, se vogliamo, quella dell’udito si affianca rilevando le percussioni sulla membrana uditiva – il timpano, infatti, o ‘tamburo’ - da cui provengono proprio quei residui mnestici che fondano la memoria.

Dunque è la pelle che si applica – oppure no – alla realtà per ap-prenderla, una comunicazione che si fa immediatamente trasmissibile anche prima della parola, e che resta indelebile oltre qualunque volontà: ed è ciò che il sogno notturno ed il lapsus rivelano con certezza.

“Prima che un attore cinematografico possa affermare che una parte sia sua, dev’essere in grado di sognare i sogni del suo personaggio.”[4]

 

Marina Bilotta Membretti, Cernusco sul Naviglio 14 maggio 2025

TutorSalus.net - Giornalismo freudiano

 

 

[1] Gianni Russomando, note di biografia : “nato a Vercelli nel 1956 e diplomato presso l’Istituto di Belle Arti di Vercelli, mi definisco un semplice ‘amanuense’, lontano mille miglia da mostre, concorsi, esposizioni”. 

[2] www.tutorsalus.net/index.php/it/pensare-da-partner/253-il-vantaggio-di-una-vocazione-psicoanalista-e-professione 

[3] ‘Recitare davanti alla macchina da presa’, Prefazione di Laura Muccino - Dino Audino Editore (2023) p.20. Michael Caine (Londra, 1933) non parla volentieri della sua infanzia che fu difficile: intorno ai diciotto anni lascia definitivamente la scuola, fra il 1952 ed il 1954 combatte nella Guerra di Corea fra i Royal Fusiliers: tornato a casa si iscrive ad una scuola di recitazione e comincia a lavorare in teatro, per passare presto al mondo del cinema. Ha ricevuto due Oscar come ‘Miglior attore non protagonista’ (1986 e 1999) ed un Golden Globe nel 1983. Per i suoi meriti artistici Sir Michael Caine è stato insignito nel 1992 del titolo di ‘Commendatore’ e nel 2000 del titolo di ‘Cavaliere’ dell’Ordine dell’Impero Britannico dalla regina Elisabetta II.

[4] ‘Recitare davanti alla macchina da presa’, Prefazione di Laura Muccino - Dino Audino Editore (2023) p.17.

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